L’esportazione nei nuovi Paesi dell’Est

L’esportazione nei nuovi Paesi dell’Est: una nuova opportunità di business per le aziende italiane?

Nell’ambito dell’adesione UE degli Stati dell’Europa dell’Est – quali Polonia, Romania, Ungheria, Repubblica Ceca e Bulgaria, numerosi sono stati gli interventi in tema di giustizia. L’attività per dare corso all’attuazione di tutte le normative UE nella relativa legislazione nazionale è stata intensa; tanti sono stati gli investimenti per il “sistema giustizia”. Nonostante i notevoli sforzi di adeguamento alle normative europee, in quei Paesi dell’Est si sente comunque ancora forte l’influenza del socialismo secondo il quale la politica prevaleva rispetto al diritto; la realizzazione di obiettivi politici era di importanza maggiore ed ebbe quindi la prevalenza sulla rivendicazione dei diritti individuali. In Romania e Bulgaria, ad esempio, si notano ancora delle grosse mancanze nel settore giustizia nonché nella lotta contro la corruzione e la criminalità organizzata.

Il presente articolo ha lo scopo di fornire al lettore/imprenditore una breve introduzione in relazione alle procedure processuali, alla rivendicazione di diritti e alla redazione dei contratti nei citati Paesi dell’Est, al fine di evitare eventuali controversie con i relativi contraenti all’estero. Risulta pressoché impossibile evitare a priori che sorgano delle controversie; attraverso una buona consulenza però, è possibile svolgere con efficienza un buon lavoro preventivo.

Spontaneamente si pongono le seguenti domande:

Qual’è la validità e l’efficacia di una sentenza estera in Polonia, Ungheria e Bulgaria? Un titolo esecutivo rilasciato in Italia è efficace in Ungheria? Un contratto stipulato nei paesi europei ha effetto vincolante? Sarà meglio risolvere la controversia mediante la procedura dell’arbitrato o dinanzi ad un Tribunale di Stato? Dovrei prendere in considerazione la mediazione?

POLONIA  

a) Procedimento giudiziario

La Repubblica Polacca ha senz’altro svolto grandi passi nell’ambito del sistema giudiziario. L’intero diritto civile ed economico è stato modernizzato e adattato agli standard europei. Non si può dire che i tribunali lavorino male però si nota che i tribunali piccoli lavorano in modo più efficiente rispetto a quello di Varsavia. Un procedimento giudiziario a Varsavia è sconsigliabile, vista la durata media di 3 anni di una controversia di primo grado. Ad un imprenditore italiano ciò forse non sembra tanto lungo considerando che in Italia i procedimenti sono talvolta ancora più lunghi. Un processo di secondo grado invece dura mediamente 6 mesi.

I tribunali piccoli lavorano meglio e rapidamente, ma sono spesso sconsigliabili in seguito alla scarsa preparazione ed esperienza in tema di diritto commerciale internazionale. Sarà piuttosto difficile trovare una giudice competente ed aggiornato in tema di compravendita internazionale oppure del diritto di distribuzione o relativo agli agenti di commercio. I giudici di Varsavia sono sicuramente più competenti, ma il procedimento dura decisamente troppo. La qualità dei giudici nei procedimenti con coinvolgimenti esteri costituisce un fattore esenziale e spesso decisivo. Le spese del processo equivalgono all’incirca al 5% del valore della controversia.

Sebbene il riconoscimento di un titolo esecutivo straniero in Polonia in base al Regolamento  concernente la competenza giuridica e l’esecuzione di sentenze civili e commerciali principalmente non costituisce alcun problema, bisogna menzionare che l’esecuzione stessa risulta un vero problema. L’esecuzione forzata nel socialismo era praticamente inesistente. E’ possibile ottenere abbastanza rapidamente un titolo esecutivo; il problema è l’esecuzione poiché nella maggior parte dei casi il debitore ha già sottratto completamente il proprio patrimonio all’esecuzione forzata.

b) Arbitrato

L’arbitrato con tutti i suoi vantaggi (arbitri competenti ed efficienti, confidenza, lingua,

efficienza, ecc.) è sicuramente consigliabile, in particolare, se l’alternativa è un Tribunale statale polacco. Anche se la mediazione in Polonia non è ancora tanto comune quanto in altri Paesi UE, si consiglia generalmente l’inserimento di una clausola di mediazione nei contratti. Ciò può far risparmiare diverse spese. Infine si precisa che l’esecuzione di sentenze arbitrali estere, grazie alla convenzione di New York non rappresenta alcun problema.

c) Aspetti contrattuali

Si consiglia di stipulare sempre accordi tali che siano anche efficaci ai sensi della legge applicabile. Pertanto si sconsigliano i cosiddetti contratti standard, in particolare quelli utilizzati per contraenti locali. Alcune clausole contrattuali potrebbero essere inefficaci in quanto in violazione alle disposizioni obbligatorie polacche. (“ordre public”).

ROMANIA

a) Procedimento giudiziario

In Romania i procedimenti legali di primo grado durano mediamente da 3 a 36 mesi. Un procedimento di secondo grado è molto più breve. Anche se per le cause civili e commerciali non esiste l’obbligo di essere rappresentati da un legale, sarebbe sempre opportuno farsi rappresentare da un avvocato. In passato, i giudici dipendevano molto dalla relativa amministrazione; tale aspetto è ora migliorato. I giudici sono ancora di “stampo antico”. Anche in Romania come in Polonia è molto difficile trovare un buon giudice (statale) particolarmente per quanto riguarda i Tribunali piccoli; in effetti vi è un grosso abisso tra centri urbani e rurali. La corruzione è meno evidente rispetto al passato.

L’ottenimento e il riconoscimento di un titolo esecutivo in Romania non rappresenta un grosso problema; risulta invece problematico dare attuazione al titolo esecutivo tramite l’ufficiale giudiziario. Pertanto, si consiglia di verificare sempre, se il debitore eventualmente possiede dei beni patrimoniali in altri Paesi al fine di tentare di recuperare lì il proprio credito. L’istituzione di una rete locale, di un sistema di relazioni personali sarebbe consigliabile; in Romania contano molto i rapporti personali (spesso più di un contratto) e sono spesso dominanti.

b) Arbitrato

Si consiglia di inserire nel contratto una clausola compromissoria, in particolare nei casi più complessi. In ogni caso, il procedimento arbitrale, vista la sua durata, efficacia nonché la competenza degli arbitri è preferibile rispetto ai tribunali statali, innanzitutto se l’imprenditore vuole/deve recuperare il suo credito.

Anche in Romania si consiglia vivamente di farsi rappresentare da un (buon) avvocato. Spesso è meglio essere rappresentati da un avvocato locale che conosce bene l’ambiente giuridico in loco che da un avvocato di uno studio di fama internazionale. La scelta dell’avvocato in questi Stati risulta quindi di primaria importanza e a volte determinate ai fini della causa.

c) Aspetti contrattuali

Anche qui valgono grosso modo le stesse considerazioni dette per la Polonia.

UNGHERIA

a) Procedimento giudiziaria

Nel sistema giuridico ungherese incidono molto i formalismi. Ciò può comportare un forte rallentamento dei procedimenti giudiziari, innanzitutto quelli di primo grado che nella media durano ca. 2 anni (l’arbitrato dura ca. 6-8 mesi). I giudici, nella maggioranza donne, sono molto oberate di lavoro cosicché può succedere un provvedimento d’urgenza a volte venga emesso appena dopo un anno. Le spese di un procedimento si aggirano attorno al 6% del valore della causa. Il miglior consiglio è quello di trovare un accordo con il proprio partner ungherese. Sebbene non vi fosse l’obbligo dell’avvocato, risulta consigliabile appoggiarsi ad un (buon) avvocato. Un procedimento esecutivo in Ungheria dura ca. 2-3 anni; a mio avviso troppo lungo per far valere i proprio diritti. Purtroppo il concetto della corruzione esiste ancora, anche se non è all’ordine del giorno.

b) Arbitrato

Si consiglia sempre una clausola arbitrale in quanto i giudici statali mancano di istruzione ed esperienza. Il procedimento è più breve e la decisione spetta ad arbitri competenti. La mediazione esiste in teoria, ma non è ancora una prassi diffusa.

c) Aspetti contrattuali

Si consiglia di prestare la massima attenzione alla formulazione di un contratto con un partner ungherese anche se regolato dal diritto italiano. In Ungheria la legge è spesso interpretata dalla pubblica amministrazione (ministero della giustizia, dell’economia ecc.), le lacune coperte dalla dottrina (ungherese). Pertanto, le disposizioni del contratto dovranno essere esplicite e in sintonia con la dottrina e con “il modo di pensare ungherese” e regolati di conseguenza. Da evitare sono dei propri contratti standard. Risulta pertanto essenziale consultare un esperto in materia.

REPUBBLICA CECA

a) Procedimento giudiziario

Anche nella Repubblica Ceca, il sistema giudiziario subì un forte impatto sotto il socialismo. I giudici hanno poca esperienza. Non possono fare affidamento su una giurisprudenza pluriennale consolidata (praticamente inesistente). Il personale dei Tribunali è mal pagato e corrotto. Un procedimento legale di primo grado solitamente dura ca. 36 mesi. Un procedimento di secondo grado può durare sino a 20 mesi, a meno che non sorga un cosiddetto “effetto ping-pong” con la relativa Corte d’Appello che rinvia sempre nuovamente al Tribunale di primo grado. Un procedimento legale costa mediamente il 4% del valore della causa.

Il sistema dei Tribunali cechi non conosce il procedimento per il rilascio di un decreto ingiuntivo ed il sistema di notifica degli atti è pessimo. Il regolamento delle notifiche è complicato e lento. Si considerano molto i formalismi per cui risulta più conveniente essere chiamati in causa anziché adire le vie legali.

Per quanto riguarda l’esecuzione forzata, bisogna nominare in ogni caso un avvocato.

Prima del 2004, l’esecuzione forzata nella cause commerciali era pressoché impossibile. Il procedimento di esecuzione forzata costa ca. il 2% del credito richiesto.

L’esecuzione avviene tramite un ufficiale giudiziario (statale) o tramite un cosiddetto esecutore (privato). Si sconsiglia la nomina di un esecutore, che essendo più preparato e motivato, accerterà meglio e più facilmente il patrimonio del debitore.

b)  Arbitrato

Anche nella Repubblica Ceca un procedimento arbitrale (durata 4-6 mesi) è consigliabile vista la preparazione degli arbitri, l’efficienza e in certi casi la confidenzialità del procedimento.

Molto importante è la scelta giusta dell’avvocato in loco.

c) Aspetti contrattuali

Anche qui vale grosso modo quanto asserito sugli altri Paesi dell’Est.

Rispettando e considerando le particolarità nazionali (ceche) si possono evitare il sorgere di controversie. Consigliabile è prevedere espressamente nel contratto che le Parti siano sempre obbligate a negoziare ulteriormente nel caso in cui qualche disposizione del contratto dovesse risultare non praticabile o contro la legge. Il codice commerciale è piuttosto moderno, mentre il codice civile ha ancora un forte impatto socialista.

BULGARIA

a) Procedimento giudiziario

In Bulgaria molteplici settori del diritto sono stati creati ex novo o regolamentati in modo completamente nuovo. Lo Stato investe molto nella giustizia e nel relativo personale.

I tribunali lavorano piuttosto rapidamente, tanto che spesso un procedimento legale di primo grado dura da tre a sei mesi dalla notifica dell’atto. Ma ecco il “rovescio della medaglia”: la notifica in Bulgaria è un grosso problema, anzi quasi un incubo che può rallentare il procedimento.

Purtroppo i giudici bulgari non sono molto propensi ad imparare cose nuove o ad approfondire questioni di diritto particolarmente complesse. Ciò può costituire un problema per il creditore italiano.

Un procedimento legale di primo grado costa ca. il 4% dal credito reclamato (2% del credito nel procedimento di secondo grado). Un procedimento esecutivo costa solitamente ca. 2% del credito richiesto e viene eseguito tramite ufficiale giudiziario statale o privato. In virtù di un eventuale pignoramento di immobili, in Bulgaria i registri fondiari sono tenuti in modo decentralizzato ed ancora sotto forma cartacea. Le registrazioni non sono ordinate secondo le parcelle di terreni ma secondo i proprietari. Eventuali ipoteche o vincoli nei confronti del proprietario precedente non risultano nella registrazione dell’attuale proprietario dell’immobile.

b)  Arbitrato

Un procedimento arbitrale è da valutare caso per caso. Non arbitrabili risultano controversie sul diritto di proprietà, sul possesso di immobili, sul diritto del lavoro ecc. La durata di un procedimento arbitrale è mediamente di 6 mesi. Un avvocato esperto in loco è consigliabile.

c) Aspetti contrattuali

Nei contratti con partner bulgari si consiglia di ricorrere alla cosiddette “soluzioni standard” della legge, evitando la creatività nella formulazione e strutturazione dei contratti, in quanto spesso il giudice non percepisce o non è in grado di percepire tale “creatività”. E’ sempre consigliabile tutelarsi bene prima di sottoscrivere un contratto, inserendo – ad esempio – delle garanzie.

CONCLUSIONE

Sebbene i predetti Stati siano entrati (di diritto) a far parte della Comunità Europea e abbiano investito molto in tema “giustizia” ci vorranno sicuramente ancora degli anni sino a quando non vigeranno in tali Paesi degli standard minimi.

Prima di instaurare rapporti commerciali con partner provenienti dai predetti paesi sarebbe opportuno tenere in considerazione quanto segue.

Molto importante e a volte decisivo è la scelta di un buon partner commerciale, onesto ed affidabile. Le informazioni sul partner potranno essere richieste tramite altre aziende, banche, istituzioni o consulenti in loco. Si sconsiglia vivamente l’utilizzo di contratti standard, in particolare modo quelli usati a livello nazionale. La redazione dei contratti dovrà sempre essere chiara ed esplicita.

Controversie dinanzi ai tribunali statali, in particolare, nei contesti internazionali sono da evitare. Le esecuzioni forzate, pressoché sconosciute nel socialismo, nonché la tutela preventiva di diritti sono strumenti che non funzionano ancora bene. Un procedimento di esecuzione forzata può protrarsi addirittura per anni. Il ritrovamento del patrimonio di un debitore è spesso difficile in quanto il datore del lavoro e la banca proteggono fortemente il loro lavoratore/cliente. In questi Paesi la corruzione è ancora attuale e la burocrazia si fa sentire (spesso risulta decisivo addirittura il luogo dove viene applicato un timbro). La giurisprudenza privata (arbitrato) se possibile e nei casi previsti dalla legge è preferibile. Le udienze dinanzi ai Tribunali Arbitrali (come ad esempio quelli di Vienna o Parigi) sono spesso bilingue.

Dr. Massimo Fontana Ros

Avvocato

E-Mail: studio@mfrlex.it

 

Avv. Massimo Fontana Ros –  Fontana Ros Law Offices

Lo studio legale Fontana Ros con sedi a Milano, Bolzano, Londra e Shanghai assiste prevalentemente società che intendono investire nei paesi dell’Est e nei paesi anglosassoni. E’ specializzato nella redazione di contratti internazionali di ogni genere (licenza, distribuzione, agenzia commerciale, franchising, ecc.) nelle controversie internazionali.